La Cultura Nazca

La costa sud del Peru’e’ estremamente arida. In pratica, il luogo dove si sviluppo’ tale civilizzazione e’ un tavoliere tettonico di bassa altitudine. Il clima e’intensamente caldo, le precipitazioni scarse ed il terreno estremamente secco, con “pampas” di sabbia dal suolo molto poroso, soggetto quindi ad infiltrazioni sotterranee che cambiano il percorso dei fiumi, i quali spesso affiorano a vari km. di distanza, formando cosi’ caratteristiche oasi.

La presenza di edificazioni di uso cerimoniale o amministrativo, come piramidi, templi, piazze e fortificazioni, dimostrano che questa cultura acquisi’con il tempo una struttura sociale stratificata con la creazione uno stato di tipo monarchico.
Tali opere riflettono la vocazione di grandi costruttori che possedevano i Nazca.

Le muraglie presenti intorno alle loro citta’ dimostrano come una sorta di adattamento alla guerra ed una delle cause di essa pare essere stata l’accesso all’acqua.

La Civilizzazione Nazca emerse come un processo di continuita’ con la gia’ menzionata Tradizione Paracas Necropolis. La sua storia comincia intorno ai primi anni d.C. e continua in forma indipendente quasi per ottocento anni, periodo durante il quale si diffuse l’ influenza wari. I Nazca popolarono le valli di Chincha, Pisco, Ica, Nazca e Acari’ e la loro capitale fu la citta’ diCahuachi.

Come gia’ detto, essi furono abili agricoltori e dovettero superare notevoli difficolta’ per causa delle difficili caratteristiche geografiche del loro territorio. Infatti le terre coltivabili sempre furono scarse ed i fiumi con poca quantita’ d’acqua.

I Nazca superarono in parte tale problema con l’elaborazione di sofisticati sistemi idraulici, basati sull’utilizzazione di canali superficiali ed anche di alcune gallerie sotterranee da loro costruite per aprofittare della presenza di fiumi nel sottosuolo. Questo tipo di tecnologia e’ denominata “puquio” e sembra sia stata adottata a partire dalla Fase Nazca-Medio.

Come altre popolazioni , anch’essi hanno dovuto non solo sopravvivere alle difficili caratteristiche ambientali, ma pure difendersi dal costante pericolo rappresentato da popolazioni ostili. Per questa ragione, gli oggetti in ceramica spesso raffigurano teste trofeo.

Ceramica

Questa cultura sviluppo’ una squisita tradizione nella lavorazione della ceramica.

Questi oggetti, facilmente riconoscibili per la loro ricca policromia, presentano forme diverse ed in generale una iconografia di carattere magico-religioso. Inquietante e’ la frequenza delle immagini di teste mozzate esibite come trofeo. La metallurgia non raggiunse invece livelli apprezzabili.

Le linee di Nazca

Sorvolare la pampa al sud della citta’ di Ica, causa una strana sensazione.
Sopra l’arido terreno di monotono colore grigiastro appaiono linee rette incrociate che in certi casi raggiungono i quindici km. di lunghezza; altre volte formano figure geometriche e, le piu’ sorprendenti, tracciano figure di animali come ragni, scimmie, condor e colibri’.

Nelle cronache degli invasori spagnoli gia’ si faceva menzione della presenza di linee tracciate sopra il terreno desertico, pero’ solamente nel 1927 si diffuse la notizia dell’esistenza di questo impressionante insieme di immagini, attribuito alla Cultura Paracas o a quella Nazca., e realizzato tra il 300 a.C. ed il 900 d.C.

Si dice che sia possibile osservare le linee solamente dall’alto, cioe’ da un apparecchio aereo, ed e’ vero che da questa posizione si contemplano meglio, pero’ anche sulla terraferma o dalla sommita’ di alcune colline circostanti, si riconoscono alcuni dei tracciati. Forse le linee non furono realizzate per essere viste.

Alcuni specialisti hanno supposto che gli indigeni paracas e piu’ tardi nazca avrebbero utilizzato una sorta di mongolfiere gonfiate con aria calda per tracciarle con precisione, altri hanno obiettato che le enormi sagome potrebbero essere state realizzate con rudimentali pantografi, usando corde con nodi, disegni in scala e molta pazienza.

La scienziata tedesca Maria Reiche (1905-1998), conosciuta con l’appellativo di Dama di Nazca , fu colei che piu’ a fondo studio’ questi tracciati e che lotto’ con maggiore tenacia per la loro salvaguardia.
Secondo la sua opinione, si tratterebbe di un osservatorio astronomico, ipotesi completamente scartata oggi, in quanto molte delle linee non avrebbero niente a che vedere con i corpi celesti.

Altri hanno proposto che le linee formerebbero parte del culto degli antichi abitanti al fine di attirare l’acqua e che alcune linee seguirebbero falde acquifere sotterranee e sarebbero servite come indicatori per la realizzazione di pozzi d’estrazione. Durante gli anni ’60 poi, divento’ estremamente popolare la suggestiva teoria secondo la quale le linee sarebbero opera di extraterrestri e costituirebberero una specie di aeroporto per le loro astronavi.
Una cosa e’ sicura: passano gli anni, ma le misteriose Linee di Nazca non smettono di incuriosire ed appassionare studiosi e visitatori.

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