Nasca

Linee di Nasca

Pianure di San José, a 25 km dalla città di Nasca (15 minuti), all’altezza del km 419 della Panamericana Sud.

Enorme rete di linee e di disegni di animali e di piante attribuito alla cultura Nasca che ricopre un’area di circa 350 km2 . Alcune delle figure riuscite meglio sono quelle del colibrì, del cane, della scimmia, del chaucato (uccello tipico), ecc.

La studiosa tedesca, Maria Reiche, dedicò 50 anni allo studio e alla ricerca e arrivò alla conclusione che si trattò di un calendario astronomico. Dalla piattaforma, alta 12 metri, si possono osservare parzialmente le figure della mano e dell’albero. Comunque, per poter ammirare i disegni nella loro dimensione totale si deve sorvolare la zona su un veivolo. Le Linee di Nasca sono state dichiarate Patrimonio Culturale dell’Umanità nel 1994.

Nasca: Centro Ceremoniale di Cahuachi

A 30 km a occidentale della città di Nasca (30 minuti).

Insieme di piramidi tronche in mattoni di adobe costruite dai nasca. Si distingue un patio e un’ampia terrazza con recinzioni coperte; in cima ai templi più grandi furono ritrovate le grandi stanze con decine di colonne. La maggior parte di.

Dopo un viaggio di 20 minuti, 17 chilometri al Nordovest, partendo da Nazca, si arriva a questo antico centro religioso della cultura Nazca, formato da grandi piazze, cimiteri e due piramidi di adobe duramente maltrattate dall’azione del tempo. Molto vicino troviamo Estaquería, un’altra edificazione della summenzionata civiltá, che si presume anche essa fu un centro cerimoniale, e del quale sono conservati alcuni pali di carrubo che demarcano quello che si suppone era una plataforma.

Acquedotto di Cantalloc

Gli abitanti dell’antica civiltá Nazca costruirono una grande quantitá di canali che permisero di irrigare enormi estenzioni di terreno.Alcuni di questi, nonostante la loro antichitá, continuano ad essere usati. Degli oltre trenta acquedotti nazca ancora esistenti, uno dei piú visita-ti b Cantalloc, ubicato a 4 chilometri dalla cittá di Nazca, in direzione alla strada statale Puquio – Cusco. I buchi o fori che si osservano in questo canale permisero al loro utenti di controllare l’acqua e di pulirla.
II lavoro d’ingegneria idraulica é sorprendente. Le gallerie sotterranee catturavano le filtrazioni dell’acqua del sottosuolo, e le trasportavano attraverso canali leggermente inclinati verso le pozze da dove erano

controllate le irrigazioni. Gli acquedotti furono costruiti con materiali della zona come ad esempio ciottoli, pietre piane e “huarango”, un albero tipico iqueño.

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